Cosa vedere a Orte?

martedì 29 giugno 2021

Orte, cosa vedere e città sotterranea

Facilissima da raggiungere sia con mezzi propri (da Roma tramite l’A1 in direzione Firenze, uscita 33 in direzione SS204), che con il treno (con la Ferrovia linea Roma-Firenze), Orte è oggi come nel passato, un centro di snodo importantissimo di collegamento tra Roma e il nord Italia.

Forse non è tra le mete più blasonate della Tuscia per una gita fuori porta, ma la storia e la cultura che stiamo per raccontare a proposito di questo territorio siamo sicuri che vi infonderà la giusta curiosità per programmare una visita in zona.

 

Orte si divide in 2 aree principali: Orte Centro storico ed Orte Scalo.
 

Orte Scalo si sviluppa in epoca relativamente recente, in corrispondenza dello scalo ferroviario. La costruzione della ferrovia pontificia nel 1864 ha dato il via allo sviluppo di questa zona. La chiesa dei SS. Giuseppe e Marco, costruita in stile neogotico, è simbolo della ricostruzione di Orte Scalo dopo la distruzione materiale e morale della II guerra mondiale che gli è valso il riconoscimento con medaglia di bronzo al valore civile, per il prezzo in vite umane pagato a seguito del bombardamento, avvenuto il 29 agosto 1943.

La storia di Orte centro invece, affonda le sue radici molto più indietro nel tempo.

Abitata già dall’età del bronzo senza soluzione di continuità, questo centro vi farà rivivere, attraverso la sua architettura e i suoi monumenti gelosamente conservati, epoche e civiltà diverse che l’hanno attraversata, conquistata, arricchita.

In una cornice verde e suggestiva quale la media valle del Tevere, costellata di ville e fattorie sulla Via Amerina, fu abitata dagli etruschi dal VI secolo a.C. e fu teatro dello scontro decisivo tra Roma e il popolo etrusco.

Elevata a sede vescovile agli inizi del VII secolo e fortificata dai Bizantini nell'Alto Medioevo, Orte vede una crescita in termini di importanza nella Valle del Tevere. Contesa dai Longobardi, per assicurarsi il controllo delle vie di collegamento tra Roma e Ravenna, conosce un ulteriore sviluppo nella metà del IX secolo, e per breve tempo subisce la dominazione araba

Nel XII secolo comincia il periodo più florido della città, che accresce la sua superficie con lo sviluppo di borghi suburbani fino al XV secolo: un periodo che lascia alla città il maggior numero di opere d'arte. I secoli successivi videro invece l'abbandono dei borghi a seguito di guerre interne, epidemie e dal crollo del ponte sul Tevere nel 1524, che vide la costruzione di un nuovo ponte lungo la Via Flaminia, sottraendo a Orte la funzione di crocevia.

Con la costruzione della ferrovia pontificia nel 1864, e in tempi più recenti con l'Autostrada del Sole e la superstrada Civitavecchia-Orte-Cesena, Orte riconquista questo ruolo privilegiato di snodo, caratteristica del territorio sin dai tempi più remoti.

 

Orte in superficie e Orte sotterranea

 

Per un giro in centro consigliamo sicuramente la Fontana Ipogea che si trova in Piazza della Libertà, scavata in epoca romana e per secoli unica fonte di approvvigionamento e deposito idrico pubblico della città e prima tappa della visita della parte sotterranea. L’Acquedotto Rinascimentale, il cui aspetto attuale risale al sec. XVI.

Piazza della Libertà, da sempre cuore della città da cui sfociano le sette strade provenienti dalle sette contrade cittadine.

La Casa di Giuda, un edificio appartenuto a un traditore della città che conserva la sua originaria architettura del portico medievale. Infine il Complesso Termale della città, con acque sulfuree che sgorgano a 30°, dove potrete trovare un momento di relax, aperte da maggio a settembre.

 

La visita di Orte sotterranea vi porterà a fare un viaggio al centro della terra scavata nel tufo in una rete di cunicoli e gallerie, risalenti a 2500 anni fa, che hanno costituito il sistema idrico del paese e arricchite da cisterne, pozzi, magazzini, colombaie e fontane, alcuni vani di abitazione e laboratori artigianali per la lavorazione di lana e canapa, testimonianze delle antiche attività del luogo.

Il percorso inizia con la Fontana Ipogea, parte terminale del primitivo acquedotto e per secoli unica fonte di approvvigionamento pubblico per gli abitanti; nonostante gli interventi subiti nel seicento, essa conserva ancora tratti originari.

Il cunicolo principale era concepito, a partire dal VI-V sec. a.C., come mezzo di recupero dell’acqua piovana che si accumulava dentro la rupe e utilizzato per trasportare l’acqua dalle sorgenti del Colle delle Grazie. Sono ancora visibili lungo 2 km di percorrenza le tracce per la messa in opera del cantiere, come aperture laterali per lo sfogo dell’acqua in caso superasse il livello di guardia e una successione di pozzi di luce per il recupero del materiale di risulta. La visita si sviluppa su un percorso di 280 m, dalla fontana Ipogea all’Arco del Vascellaro. Nel locale ipogeo in corrispondenza dell’arco, da cui prende il nome, troviamo una vasca per la pigiatura dell’uva, con una vaschetta posta ad un livello inferiore e scavata interamente nel tufo. Il prodotto della pigiatura, confluiva all'interno della vasca più piccola, avviando così il ciclo produttivo.

Alla Cisterna di Piazza Fratini si accede anche tramite la Chiesa di San Lorenzo, attraverso una piccola porta nel chiostro. Questo complesso ipogeo si distribuisce su due piani attraverso una ripida scala. Al piano inferiore si incontra una rete di cunicoli: quello centrale si collega al condotto principale dopo un percorso lungo circa 30 m.

Una diramazione del cunicolo principale porta al Pozzo di Cocciopesto, un vano di forma circolare utilizzato sin dal I sec a.C. come fossa granaria.

Il pozzo di neve veniva utilizzato per il mantenimento dei medicinali dell’Ospedale dei Raccomandati, e rappresenta uno dei rari esempi rimasti di questo tipo di strutture. La neve veniva trasportata in blocchi dai Monti Cimini. È certo che la rampa di scivolo per le botti e la camera del pozzo risalga al 1891: un’iscrizione graffita ne riporta data, committente, utilizzo e autore.

Le colombaie rupestri sono pareti quasi totalmente ricoperte da piccole cavità, disposte ordinatamente su più file e rinvenibili in camere ipogee. Nel borgo di Orte possiamo trovarle su entrambi i versanti della rupe tufacea.

Unica nel suo genere è la colombaia situata nella Contrada Porcini, forse del periodo etrusco-romano, scavata su tre livelli differenti. In questa contrada in Via Solferino, possiamo anche vedere Il Ninfeo Rinascimentale, costruito nel XVI secolo e appartenuto al monastero di clausura femminile di San Giorgio fino al 1518. Il complesso sotterraneo, interamente scavato nel tufo si articola su due livelli a loro volta suddivisi in diversi ambienti, caratterizzati da fontane e vasche comunicanti scolpite nel tufo e di forme differenti, che fanno del ninfeo di Orte un complesso unico nel suo genere.

 

 

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